Nardò non è forse la prima cittadina che viene in mente a chi organizza una vacanza in Salento e questo è un vero peccato.
Nardò è un piccolo gioiello barocco che compete con Lecce per la bellezza delle piazze, dei palazzi e delle chiese. Il cuore della cittadina e Piazza Salandra, che compare in decine di film e spot pubblicitari. Al centro della piazza svettano i 19 metri della Guglia dell’Immacolata.
Fu eretta nel 1769 come ringraziamento per lo scampato pericolo del terremoto. Sulla colonna, campeggiano le statue in pietra leccese di San Giuseppe, Sant’Anna, San Gioacchino e San Domenico che incorniciano l’Immacolata.

Il Palazzo del Sedile è l’altro grande protagonista della piazza. Costruito nel ‘500 era la sede del governo civico. Nel’700 furono aggiunte le statue di San Gregorio Armeno, Sant’Antonio da Padova e San Michele, patroni della città.
A destra del sedile c’è la chiesa dedicata a San Trifone. Chiude la piazza il Palazzo di Città con la Torre dell’Orologio. Nardò, proprio come Lecce, è città di chiese, quasi tutte in stile barocco.
Non solo la Cattedrale dedicata alla Madonna Assunta, ma anche quelle di Santa Chiara, San Domenico, San Giuseppe e della Purità. Nardò è città di bellissimi palazzi nobiliari e ville, quasi tutte non visitabili.
Ma il monumento civile più importante è il Castello Acquaviva, oggi sede del Municipio. Costruito nel 1400, ha una pianta quadrangolare con 4 torrioni cilindrici agli
spigoli.
Dal vecchio fossato si accede al giardino con un bellissimo giardino gazebo maiolicato del 1800. Merita attenzione anche l’Osanna, un misterioso tempietto ottagonale che dovrebbe rappresentare la vittoria del Cristianesimo sul paganesimo.
Tra le spiagge da non perdere a Nardò c’è Santa Maria al Bagno, piccola spiaggia e scogli famosa per le “Quattro colonne” che dal 1500 difendevano dai pirati la sorgente di acqua dolce.
Poi la zona di Santa Caterina con i gradoni a scogliera, Porto Selvaggio, boschi, scogliere e paludi affacciati su un mare cristallino e infine Sant’Isidoro.
Specchia è uno dei borghi più belli d’Italia e non può mancare da ogni itinerario in Salento.
Se avete mai visto una foto del borgo, è sicuramente è successo, ritraeva sicuramente il profilo di Castello Risoli, in piazza del Popolo nonché cuore del borgo. Questo palazzo occupa lo spazio di un antico castello fortificato intorno al quale poi nacque il borgo di Specchia.

Solo nel 1500, per volontà dei Protonobilissimi marchesi di Specchia, fu trasformato in un palazzo nobiliare.
Un altro gioiello di Specchia meno visibile è la via sotterranea che si snoda lungo il centro storico.
In questa rete di cunicoli sono presenti quattro antichi ipogei che per secoli sono stati usati come frantoio per l’olio: Scupola, Cicca, Perrone e Francescani neri, che testimoniano come Specchia fosse uno dei principali centri pugliesi di produzione dell’olio di oliva.
Questi frantoi sono stati scavati tre metri sotto il suolo per mantenere una temperatura costante di circa 20 gradi, ideale per separare l’acqua dall’olio durante la premitura. I frantoi ipogei si visitano grazie alle visite guidate organizzate dalla locale Pro loco.
I monumenti religiosi più importanti di Specchia sono la Chiesa Madre dedicata alla Beata Vergine ma, soprattutto, il Convento dei Francescani Neri.
La chiesa del 1500 ha una bellissima cappella dedicata a Santa Caterina interamente decorata e una cripta con 36 colonnine. Se il caldo estivo è un po’ opprimente, è una buona idea farsi una passeggiata nel Bosco Magnone, una Pineta di circa 500 tra Pino d’Aleppo, lecci e Pino Domestico.
Il capolavoro della famiglia è la Basilica di Santa Caterina d’Alessandria che Raimondello volle costruire per custodire la reliquia del dito di santa Caterina d’Alessandria che lui stesso portò a Galatina di ritorno dalle Crociate.

La splendida facciata romanica è decorata con un portale e un rosone annuncia lo splendore dell’interno. Proprio come nella Basilica di San Francesco ad Assisi, ogni angolo della chiesa è ricoperto di affreschi realizzati dai migliori artisti del Regno di Napoli.
Sono circa 2.500 metri quadri di affreschi che rappresentano la Genesi, la vita di Cristo e l’Apocalisse.
Da non perdere assolutamente la parte dedicata agli angeli musici perché permette di scoprire innumerevoli strumenti musicali usati nel Medioevo.
Da non perdere anche una visita al vicino chiostro, anch’esso interamente affrescato. Meritano una visita la Chiesa Matrice di San Paolo e Pietro, nella piazza principale del paese e la vicina Cappella di San Paolo, detta delle “Tarantate”.
La cappella si trova in via Garibaldi, sotto il settecentesco palazzo Congedo. Qui, infatti, secondo la leggenda, il 29 giugno le donne morse dalla tarantola venivano a bere l’acqua del pozzo della cappella e chiedere la grazia per guarire dalla loro malattia.
Per il resto, come in tutte le città pugliesi, a Galatina è bello passeggiare tra i vicoli, ammirare palazzi nobiliari e piccole botteghe, e fermarsi nella Pasticceria Ascalone, ovviamente! A quanto pare, nel laboratorio di questo locale storico che conserva gli arredi originali, è nato il famoso pasticciotto leccese.
